Qui in terra tedesca si sente parlare spesso del Primo Ministro italiano e quando ci si presenta come suo connazionale è inevitabile non udire uno squillante “Bunga Bunga!” accompagnato da un sorrisino maligno. Qui tutti conoscono bene quali sono i punti deboli dell’Italia odierna ed evitare almeno un commento ironico in occasione di ogni nuova conoscenza fatta è alquanto impossibile. Non che la cosa mi turbi più di tanto, anzi, ciò mi dà sempre la possibilità di mostrare dal principio quali siano le mie idee e i miei orientamenti e di condurre la discussione su argomenti più consistenti.
Così vorrei fare ora, anche perché di fatti interessanti riguardanti il Governo italiano i giornali tedeschi parlano ed i lettori a loro volta commentano. A tal proposito in Spiegel Online si discute sulla manovra finanziaria italiana che, a quanto pare, non ha fatto contenti nemmeno i colleghi teutonici oltre che numerosissimi Italiani. L’articolo che s’intitola “Italienische Regierung beschließt Sparprogramm” – Il Governo italiano approva il programma di risparmio- schiaffa all’entrata la facciona di Berlusconi con bocca semi-aperta e braccio allungato in atto esplicativo-didattico mentre afferma: "Nicht in die Taschen der Italiener greifen"- Non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani. Peccato che aggiunga solo dopo, con l’aiuto chiarificatore di Tremonti, che nelle tasche degli Italiani che hanno grosse auto ce le metterebbe volentieri, e come, e che anche nel sistema sanitario sarà necessario agire, non per il suo bene e per quello degli ammalati, aggiungerei io.
Ma più che a descrivere la manovra e a darne un giudizio, l’autore dell’articolo è interessato a far notare che L’Italia , a parità di prodotto interno lordo, si presenta come uno dei Paesi con il debito maggiore in Europa. Difatti essa ha dopo la Grecia, a cui, come è ben noto, non butta proprio bene, la condizione più grave in termine di debiti dell’Euro-Zona. Secondo l’agenzia americana Moody’s l’Italia appartiene con la Spagna a quei Paesi che dopo l’Irlanda, il Portogallo e la Grecia vengono considerati “traballanti” nella crisi dei debiti pubblici nell’area europea.
Ma questo non sorprende nessuno, essendo tutto ciò evidente anche agli occhi degli Italiani che leggono un articolo del
Corriere delle Sera che le agenzie di rating come anche Standard & Poor's hanno rinnovato il loro approccio all’osservazione della scena italiana. Così ne
Ilsole24ore si legge che “la crisi greca sta mettendo a nudo la connessione sempre più stretta fra tenuta dei bilanci pubblici e solidità delle banche, che spesso e volentieri hanno in pancia ingenti quantità di titoli di Stato”.
Tra i lettori dell’articolo in Spiegel Online
analysatorveritas probabilmente avrà fatto spallucce e pensato che la Germania ancora una volta dovrà sostenere a breve una delle sorelle europee in difficoltà, sperando almeno di ritornare a vendere le sue grosse auto, seppur (possibilmente) maggiormente tassate dal governo Berlusconi. Il rassegnato commentatore tedesco dice infatti che sarà il suo Paese a dover finanziare il galoppante e grosso deficit che ormai affligge l’Italia da 13 anni e sottomettere la sua economia alle condizioni che possano sostenere i Paesi indebitati.Perché molti Tedeschi sentano così il peso della responsabilità per essere uno dei Paesi più ricchi dell’Unione Europea mi è stato spiegato durante una chiacchierata su skype da Marcus, amico impegnato a dirigere e sostenere gli affari del ristorante che gestisce con passione ed assiduità:
“Bisogna che tu faccia una distinzione tra il Governo e le persone. Il Governo paga e stabilisce le condizioni, ciò che dev’essere. Questo può anche andare. Ma come spieghi ad un normale cittadino, che lavora e paga le tasse che con queste potranno essere pagati i crediti per Grecia ed Italia????? Complicato!Fatti una mano di conti, gli italiani pagherebbero volentieri per la Germania? Inconcepibile!!”
Trovo l’opinione di Marcus rispettabile e credibile. Da quando l’Italia ha adottato l’Euro, non ho mai smesso di sentire obiezioni nostalgiche nei confronti dell’amata Lira. Ed in Italia come nel resto d’Europa non è ancora chiaro a tutti che l’Unione Europea sia un grande e delicato sistema che si basa anche sull’aiuto reciproco degli Stati, ma ancor più non è vissuta da tutti come una realtà quotidiana.
Al momento la Germania impara più in fretta di altri queste regole e deve fronteggiare la reazione dei cittadini che non possono sempre entrare nella testa dei politici.
Io intanto mi rifiuto di entrare in quella dei politici del mio Paese, ed eviterò forse così un esaurimento nervoso.
Citazionne dal dialogo con Marcus sopra tradotto in italiano: „Du mußt einen unterschied machen: zwischen der regierung und den menschen. die regierung zahlt und stellt dann bedingungen, was passieren muß. das ist auch ok. aber wie erklärst du einem normalen bürger, das er arbeitet und steuern bezahlt damit in griechenland oder italien kredite bezahlt werden können????? Schwierig! stell dir mal vor, die italiener würden geld nach Deutschland bezahlen. unvorstellbar!!“